Cantine aperte 2016 da RoncSoreli

Staffetta in cucina

Dopo la serata presso l’Orsone di Joe Bastianich di cui vi abbiamo raccontato qui, il weekend di Cantine aperte 2016 è proseguito la domenica. Delle 39 aziende del FVG partecipanti a questa ventiquattresima edizione, abbiamo deciso di visitarne tre, presenti nel comune di Prepotto: Stanig, RoncSoreli e Colli di Poianis.

Da alcuni anni abbiamo maturato rispetto e una grande stima per Flavio Schiratti e la produzione enologica della sua azienda RoncSoreli, come già manifestato in questo nostro articolo del 2013 sulla cena col vignaiolo da lui organizzata. Non avevamo però avuto ancora l’occasione di visitare l’azienda.

Staffetta in cucina
La struttura dell’azienda è in piena evoluzione. Il progetto del sig. Flavio è sicuramente una cantina moderna, che però non disdegna tracce del passato. I progetti in cantiere sono molteplici. Sicuramente suggestiva è la sala in cui si è svolta la degustazione, caratterizzata da ampie vetrate sui vigneti e da botti in legno d’epoca.

Staffetta in cucina
Per dare qualche numero, l’azienda si sviluppa su 42 ettari di terreno, metà in collina e metà in pianura, e già da quest’anno 4 ettari sono stati dedicati alla coltivazione bio di alcune varietà.
I vini in degustazione sono stati numerosi, sapientemente raccontati dalla sommelier Liliana Savioli: Friulano, Ribolla gialla (non spumantizzata), due versioni di Sauvignon (uno di collina molto elegante, e uno di pianura più aromatico), un uvaggio a base di Sauvignon, un Pinot grigio ramato, e il mitico Picolit come vino “dolce”; poi, passando ai rossi, Pinot nero, Ribolla nera, Schioppettino 2009 e Schioppettino riserva 2008, e vari uvaggi a base Schioppettino e Refosco, tra i quali si distinguevano Rosso di sera e Rosso Re.

Staffetta in cucina
È facile parlare bene di grandi vini come lo Schioppettino: in questo caso abbiamo preferito l’annata 2009 a quella del 2008, che deve ancora maturare un pochino, ma che nel tempo darà grandi soddisfazioni.
Tra i vini di RoncSoreli c’è solo l’imbarazzo della scelta su quale assaggiare e comperare. Vogliamo però soffermarci in particolare su due vini che ci hanno particolarmente colpito.
Il primo è il Pinot grigio ramato, che conferma, 3 anni dopo, le ottime sensazioni suscitate nella cena col vignaiolo di cui sopra. Oltre ad un quadro organolettico eccellente, con un gusto corposo ma secco e fresco e un aroma dai sentori erbacei, quello che ci conquista sempre di questo vino è il particolare colore.

Staffetta in cucina
La scelta di riprendere l’antica tecnica di vinificazione con le bucce, al posto di quella in bianco, di sicuro non è stata commercialmente facile, dato che comunemente il pinot grigio viene associato al colore giallo paglierino. Non fatevi quindi intimidire e assaggiate questo vino: vi conquisterà! Noi lo abbiniamo ad
antipasti di pesci grassi, come i macarons salati al salmone affumicato o gli involtini di Trota affumicata di San Daniele e riso Nerone.
Il secondo caso è quello del Pinot nero. Sebbene non sia un vino particolarmente diffuso in regione, il suo gusto corposo ma al contempo fresco ci ha colpito particolarmente. Lo incoroniamo vino rosso perfetto per questa stagione estiva, magari leggermente refrigerato, in abbinamento ad una bella parmigiana di melanzane.

Staffetta in cucina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *