Filetto con prugne e paté

 

Nonostante tutte le nostre buone intenzioni, durante queste due settimane non siamo proprio riuscite a postare niente. Innanzitutto ci sono stati dei problemi tecnici: io ho avuto i consigli di classe, mentre la mamma si è ritrovata con il braccio sinistro bloccato per diversi giorni.
Inoltre, diversi amici ci hanno fatto un grande onore: ci hanno chiesto dei cioccolatini, che tra una cosa e l’altra sono diventati diversi chili. Sapere di essere l’artefice di alcuni regali per San Valentino mi ha reso un po’ nervosa a dir la verità… Ma pare che i nostri deliziosi Bianchi come il latte, rossi come il sangue siano piaciuti a chi non ha resistito e li ha già assaggiati, quindi ho tirato un sospiro di sollievo.
Dovete sapere che nel mezzo di tutti questi impegni e problemi è caduto anche il compleanno del mio papà, per il quale abbiamo organizzato una splendida cena: crespelle al radicchio di Treviso e ricotta, un raffinato filetto di cui oggi vi diamo la ricetta, una strepitosa bavarese all’arancia, che ha indotto a fare il bis anche coloro che erano a dieta ferrea.
In questa occasione, quindi, vi vorrei parlare del mio papà. Sapete tante cose di noi Staffette, che a volte sembriamo più due amiche che mamma e figlia, ma dei nostri uomini non ne parliamo mai, e oggi faccio uno strappo alla regola.
Innanzitutto, il mi babbo (come si direbbe in Toscana) è un uomo eccezionale. Lo so, qualsiasi figlia femmina dice questo del suo papà, ma nel mio caso ciò è particolarmente vero.
La sua più grande eredità, quella che non c’entra niente con soldi, case e gioielli, lui me l’ha già trasmessa. È il cervello, o la coscienza, o il modo di pensare. Le sfaccettature sono tante, e sono in gran parte merito suo.
Mio padre è uno di quegli uomini che non sono intimiditi da una donna, dal fatto che lei pensi e abbia delle opinioni (altrimenti mamma Tiziana l’avrebbe fatto impazzire dopo 2 nanosecondi). Quindi, fin da piccola, mi ha insegnato a ragionare, ad ascoltare tutto, a formulare dei giudizi solo suffragati da fatti, ad essere logica, a trovare i nessi causa-effetto in tutte le cose, ad essere liberale.
Sfido chiunque ad avere un padre a cui interessano le tue opinioni in fatto di politica alla tenera età di 14 anni, che ti sottopone le lezioni che prepara per master postuniversitari su cose di cui non hai la minima idea chiedendo il tuo giudizio, che alle 9 del mattino fa i meeting a colazione sulle strategie politico-economiche della Cina. Ecco, se parlo troppo probabilmente è tutto a causa sua e quindi prendetevela con lui…
È mio padre che mi ha trasmesso l’amore per la conoscenza, per il sapere, che non ha niente a che fare con il mero imparare a memoria per il compito in classe, e probabilmente devo a lui la passione per l’insegnamento, che per me è prima di tutto la trasmissione di un modo di pensare piuttosto che l’impartire una serie di nozioni. Cari miei alunni, se mi state leggendo, dovete ringraziare lui, sappiatelo!
Ovviamente, è anche una colonna portante di questo blog. La prima tra tutte le nostre cavie, è anche il nostro giudice più severo (in confronto Gordon Ramsey sembra un agnellino), e partecipa attivamente alla creazione dei nomi più fantasiosi dei nostri piatti e fa da correttore di bozze per i nostri post. Questo, però, non glielo facciamo vedere in anteprima. Sperando sia una bella sorpresa, ti auguro anche qui: tanti auguri babbo!
Tempo di preparazione: 1 ora circa
Difficoltà: media
Ingredienti (per 6 persone)
  • 1 kg di filetto di manzo
  • 20 prugne
  • 1 scatoletta di paté di fegato
  • un bicchiere e mezzo di vino Marsala
  • olio
  • 1 cucchiaio di farina
  • sale e pepe
Prima di tutto legate la carne come per un normale arrosto. Fate scaldare l’olio e rosolate da tutti i lati la carne per sigillarla bene. Cospargete con il cucchiaio di farina e aggiungete il Marsala e ½ bicchiere d’acqua. Salate, pepate, coprite e fate cuocere per 30 minuti circa.
Farcite le prugne con il paté e, trascorsi i 30 minuti, unite delicatamente le prugne.
Fate cuocere ancora per 10-15 minuti.
Affettate la carne e servitela con il contorno di prugne e l’intingolo in una salsiera.

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